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PER L'AMBIENTE E LA SICUREZZA
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Negli ambienti industriali è facile trovarsi di fronte a situazioni di forti superamenti dei limiti, a causa delle grandi potenze elettriche coinvolte nei processi produttivi. Il lavoratore permanendo otto ore o più al giorno in prossimità di motori elettrici, trasformatori, saldatrici, cavi per il trasporto dell'energia, quadri elettrici etc. è sicuramente più a rischio di coloro che abitano nei pressi degli elettrodotti. La salvaguardia della salute dei lavoratori è regolamentata dal Dlgs 626/94. Purtroppo, la problematica delle radiazioni non ionizzanti, in tale decreto, non era citata in maniera chiara ed era molto spesso ignorata ricadendo nelle cause di "rischio generico", oggi con il recepimento della normativa europea il datore di lavoro ha l'obbligo di considerare questo tipo di rischio (Decreto Legislativo 19 novembre 2007, n.257, Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) GU n. 9 del 11-1-2008. Il lavoratore può presentare richiesta, anche verbale, al "Responsabile della Sicurezza" (necessario secondo il Dlgs 626/94) che è obbligato ad affrontare il problema. Generalmente viene utilizzato un esperto privato che esegue i rilievi e ne certifica i risultati, é buona norma sottoporre la relazione ottenuta ad un proprio esperto di fiducia per una maggiore tranquillità.
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Aggiornato il: 19 ottobre 2008 |