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Data: 26-03-1997 ROMA - Ma sono davvero pericolose le antenne cittadine che governano i telefonini? I dubbi crescono. E con essi i pasticci legali. Se ne lamenta la Omnitel, che ieri ha dovuto incassare un piccolo ma doloroso stop. Il Consiglio di Stato ha infatti detto no alla richiesta formulata dal gestore privato di sospendere il provvedimento con il quale il Tar del Lazio aveva 'spento', nel dicembre scorso, una stazione di trasmissione (se ne installano a decine ogni mese e tra Tim e Omnitel in Italia se ne contano gia' 4mila) collocata nel centro di Roma, in Via Sora, a due passi da Piazza Navona. Regolari le autorizzazioni ministeriali, le concessioni edilizie, il contratto di affitto del luogo destinato a ospitare la struttura. Ma il ricorso dell'addetta alla custodia dello stabile, che abita il locale adiacente all'antenna e lamentava disturbi alla salute, si era fatto largo. Sostenuto dal Codacons, l'associazione dei consumatori che ha deciso di patrocinare la causa. In attesa che qualcuno decida se e in quali condizioni le onde dei telefonini sono pericolose - ha detto in sostanza il Consiglio di Stato rifiutando la sospensiva chiesta da Omnitel - la tutela della salute deve essere prevalente sull'efficienza dei servizi radiomobili. La causa al Tar, che ha chiesto ulteriori approfondimenti, vada dunque avanti. Ma nel frattempo la stazione deve rimanere spenta. Gioisce il Codacons. <E' la prima pronuncia in materia e analoghe prese di posizione favorevoli alla tutela della salute sono state peraltro espresse in Germania> fa notare l'associazione, che sottolinea il <livello significativo di inquinamento elettromagnetico> riscontrato dall'Ispel (l'istituto che 'misura' anche i ripetitori televisivi) in una perizia effettuata nello stabile di Via Sora durante il funzionamento della stazione Omnitel. L'Ispel, secondo il Codacons, avrebbe riscontrato un livello di emissioni <in probabile correlazione> con i guai di salute lamentati dalla portiera del condominio. Davvero? Omnitel contesta decisamente. Il pasticcio nasce dal fatto che lo scorso anno una causa simile si era conclusa, sempre a Roma, con il via libera all'accensione di una 'stazione' contestata da alcuni condomini. E cio' proprio per le caratteristiche di 'servizio pubblico' della rete cellulare e per le certificazioni che Omnitel ha esibito sulle emissioni elettromagnetiche dei suoi ripetitori. Uno pari dunque, con molta confusione. <Perche' manca una precisa e affidabile normativa nazionale> spiega Omnitel in una lunga nota. Con la quale chiede a Governo e Parlamento di fissare una volta per tutte <regole chiare>, perche' <la concorrenza e il lavoro di oltre 3mila persone si tutelano anche in questo modo>. Omnitel assicura di aver <sempre rispettato le piu' rigorose norme regionali e internazionali>. E nel caso di Via Sora le emissioni sono <nettamente al di sotto dei limiti stabiliti per legge, come dimostrano le stesse misurazioni della controparte>. <Le nostre installazioni sono assolutamente sicure>, giura il consorzio privato citando gli studi effettuati dalle istituzioni sanitarie italiane ed estere sugli impianti Gsm. Impianti <che sono quelli con i livelli di emissione piu' bassi - sostiene Omnitel - rispetto a qualsiasi altro tipo di apparati per le trasmissioni>. Federico Rendina
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Aggiornato il: 19 ottobre 2008 |