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PER L'AMBIENTE E LA SICUREZZA
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Data: 22-03-1997 Raffica di esposti del Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti dei consumatori, contro la Telecom e - di conseguenza - la consorella Tim e la concorrente Omnitel, e contro la Regione Piemonte, accusate di causare inquinamento elettromagnetico con le antenne per la rete telefonica cellulare. Le prime per irradiare onde ritenute pericolose, la seconda per aver permesso di installare le antenne senza un preventivo parere sanitario sui rischi. Le denunce sono state presentate a Torino - dove il procuratore presso la pretura, dott. Guariniello, ha gia' aperto un'inchiesta sui pericoli delle onde elettromagnetiche -, a Pinerolo e a Ivrea. Il Codacons - in un comunicato - afferma di avere scoperto <un'astuta trama messa in atto dalle societa' telefoniche con l'avallo della Regione Piemonte per mezzo della quale si evita sempre l'obbligo del controllo sanitario, pur previsto da una legge regionale per impianti che emettono potenza superiore a 50 watt>. Il Codacons ha esaminato la documentazione per l'antenna posta al Sestriere a 80 metri dalla scuola materna e non lontana dalla terrazza del Club Mediterranee, sulla storica Torre rossa. Ebbene la Regione con una nota del 1989 dell'allora assessore alla Sanita' Eugenio Maccari - poi coinvolto nella tangentopoli torinese - obbligava i controlli solo oltre i 50 watt con l'avallo del direttore dell'Usl di Ivrea, Piero Ossola, che precisava come la potenza si riferiva ad ogni apparato. In sostanza - sostiene il Codacons - se si piazzano 12 antenne da 49 watt ciascuna non occorre alcun parere sanitario anche se il totale sfiora i 600 watt. La Regione, inoltre, non avrebbe mai verificato gli impianti. Questo fatto, scoperto al Sestriere, sarebbe normale in Piemonte. Ma non basta: la compatibilita' dei siti per la Omnitel, per il Codacons, <e' stata affidata all'Usl di Ivrea e in particolare al prof. Santi Tofani, oggi consulente privato della Omnitel>. Per la Tim e' invece <tutto nel rispetto della normativa> mentre sulla pericolosita' delle emissioni ci sarebbero studi che la negano: in ogni caso sarebbe sempre adottato il <parallelepipedo di rispetto> nei confronti delle aree abitate. Tocca ora alla magistratura stabilire chi ha ragione. (g. b.) |
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Aggiornato il: 19 ottobre 2008 |