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Strumentazione ELETTROSMOG per misure fai da te

Data: 22-03-1997
Pagina: 38
LASTAMPA

Sezione: CRO
Per i Codacons 
<I ripetitori dei telefonini inquinano>

Autore:
G^B

Raffica di esposti del Codacons, il Coordinamento delle associazioni
per la difesa dell'ambiente e dei diritti dei consumatori, contro la
Telecom e - di conseguenza - la consorella Tim e la concorrente
Omnitel, e contro la Regione Piemonte, accusate di causare
inquinamento elettromagnetico con le antenne per la rete telefonica
cellulare. Le prime per irradiare onde ritenute pericolose, la
seconda per aver permesso di installare le antenne senza un
preventivo parere sanitario sui rischi. Le denunce sono state
presentate a Torino - dove il procuratore presso la pretura, dott.
Guariniello, ha gia' aperto un'inchiesta sui pericoli delle onde
elettromagnetiche -, a Pinerolo e a Ivrea. Il Codacons - in un
comunicato - afferma di avere scoperto <un'astuta trama messa in atto
dalle societa' telefoniche con l'avallo della Regione Piemonte per
mezzo della quale si evita sempre l'obbligo del controllo sanitario,
pur previsto da una legge regionale per impianti che emettono potenza
superiore a 50 watt>. Il Codacons ha esaminato la documentazione per
l'antenna posta al Sestriere a 80 metri dalla scuola materna e non
lontana dalla terrazza del Club Mediterranee, sulla storica Torre
rossa. Ebbene la Regione con una nota del 1989 dell'allora assessore
alla Sanita' Eugenio Maccari - poi coinvolto nella tangentopoli
torinese - obbligava i controlli solo oltre i 50 watt con l'avallo
del direttore dell'Usl di Ivrea, Piero Ossola, che precisava come la
potenza si riferiva ad ogni apparato. In sostanza - sostiene il
Codacons - se si piazzano 12 antenne da 49 watt ciascuna non occorre
alcun parere sanitario anche se il totale sfiora i 600 watt. La
Regione, inoltre, non avrebbe mai verificato gli impianti. Questo
fatto, scoperto al Sestriere, sarebbe normale in Piemonte. Ma non
basta: la compatibilita' dei siti per la Omnitel, per il Codacons,
<e' stata affidata all'Usl di Ivrea e in particolare al prof. Santi
Tofani, oggi consulente privato della Omnitel>. Per la Tim e' invece
<tutto nel rispetto della normativa> mentre sulla pericolosita' delle
emissioni ci sarebbero studi che la negano: in ogni caso sarebbe
sempre adottato il <parallelepipedo di rispetto> nei confronti delle
aree abitate. Tocca ora alla magistratura stabilire chi ha ragione.
(g. b.)
 

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Aggiornato il: 19 ottobre 2008